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SAPER PERDERE

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“L’importante non è vincere, ma partecipare” diceva De Coubertin, il fondatore dei moderni Giochi olimpici.

Bhe, caro Signor Pierre, io non sono per niente d’accordo: io gioco per vincere, non mi interessa solo partecipare (almeno che non si tratti di una partitella al campetto o un 3vs3 in spiaggia, anche se pure lì di solito preferisco vincere). Quando mi metto la divisa e scendo in campo, onestamente non penso alla fortuna che ho di partecipare, sarò limitata, ma a quello che devo fare per vincere, perché per me quello è il vero obbiettivo!

Certo, poi, non si può sempre vincere, bisogna essere in grado anche di accettare la sconfitta, traendone se possibile degli insegnamenti per migliorarsi… Cosa questa per niente facile! Sono i grandi campioni, solitamente, quelli che sanno anche perdere, e sanno poi rialzarsi presto. I tifosi invece no. I tifosi pretendono sempre la vittoria, come se fossero loro ad allenarsi ogni giorno duramente, a fare sacrifici, a dover reggere la pressione. Come se la sconfitta non fosse una delle due sole possibilità dello sport. E se non si vince, giù insulti.

Questo è più o meno quello che è successo ieri in Fed Cup a Genova alle ragazze della nostra nazionale di Tennis: Errani, Vinci, Giorgi, Knapp. Avanti 2-0 sulla Francia con due belle partite in singolare sabato, sono state eliminate ieri grazie ad una rimonta furiosa delle giovani Garcia e Mladenovic (e alle scelte tecniche della Coach Mauresmo).

Sabato ero a Genova e ho visto i deliziosi tocchi della Errani contro Garcia e le bordate con cui Camila Giorgi ha annientato la Cornet. Sabato entrava tutto e i tifosi erano in festa: era una grande marea di maglie blu, parrucche tricolore, cori d’amore per le due eroine. Ieri sera invece si sono tutti scatenati con critiche ed insulti. Ma come è possibile che le numero uno del mondo Errani/Vinci hanno perso contro la 30+85 e ci hanno costretto all’eliminazione? Bhe, nello sport (qualsiasi sport) ci sono anche i giorni storti in cui non gira niente per il verso giusto, e i giorni di grazia dell’avversario… E quando le due cose avvengono contemporaneamente, come ieri, sono veramente cazzi amari! Ma chi non fa sport queste cose non le sa, non le capisce, e pretende sempre il massimo. Figurarsi poi se sono accettati cali mentali, acciacchi, stanchezza ecc.

Inutile perciò arrabbiarsi con quei tifosi che hanno riempito il web di insulti per le nostre ragazze, invece che sostenerle proprio in questo momento difficile. Le Francesi onestamente ieri hanno fatto “numeri da circo” ed hanno meritato la vittoria. A me resta negli occhi la grinta di Sara Errani che in vece che lasciare andare una partita già compromessa ha lottato su ogni pallina ed esultato con grinta ad ogni punto come una leonessa… e questo è un’atteggiamento da vincenti, da numeri uno!

Pochi sanno come continua la celebre affermazione dello storico francese:“La cosa essenziale non è la vittoria, ma la certezza di essersi battuti bene”.

Ecco, la Francia ieri ci ha battuti bene. Non è certo questo che farà passare l’incazzatura alle azzurre e l’amarezza a tutti noi, ma trovo che potrebbe essere un grande spunto per chi ha criticato duramente ieri. Gente, dovete imparare a perdere e a riconoscere quando l’avversario fa una grande impresa!

Detto questo, Errani/Vinci resta la coppia più forte del mondo e sono sicura che avranno presto modo di rifarsi… E sicuramente non lo penso solo io, visto che molti hanno applaudito al 105 Stadium dopo la sconfitta di ieri.

 

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