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Lo sport in Italia è “roba da uomini (vecchi)”! L’ho scritto ieri su Facebook e qualcuno si è offeso. Mi dispiace, ma è un dato di fatto.

In Italia non c’è nessuna donna a capo di una Federazione sportiva: ci ha provato Norma Gimondi lo scorso anno con la federazione Ciclistica ma è andata male. È stata battuta da Renato di Rocco, alla sua quarta elezione consecutiva.

Nel consiglio di presidenza della Feder Tennis niente donne.

In quello del volley ce ne sono 2 (14 componenti totali), una però è la rappresentante delle atlete, la Piccinini, non vale… Nella giunta esecutiva comunque solo uomini.

Idem il rugby: l’unica donna tra i 13 componenti è la rappresentante delle atlete.

Nel Consiglio della Feder Ciclismo 2 su 11.

Federazione Sport Invernali 1 su 14.

Consiglieri Federazione Italiana Pallacanestro 10 uomini, 0 donne.

Nel Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, a cui fa capo il calcio femminile, 32 componenti, di cui zero donne. Ma il calcio, si sa, è uno sport “da uomini”…

Addirittura nel Direttivo della Lega Pallacanestro Femminile c’è solo una donna tra i 9 componenti totali. Dico, la Lega Pallacanestro Femminile, non quella maschile eh?

E potrei continuare…

Le sole donne in posizioni che contano qualcosa (anche se questo poi sarebbe da verificare) sono Mara Invernizzi, a gran sorpresa nominata Vice Presidente FIP nel 2017, Daniela Isetti, Vice Presidente Vicario della Federciclismo e la cestista Raffaella Masciadri, Presidente del Comitato Direttivo della Commissione Nazionale Atleti CONI. Per altro, questo Comitato del CONI, è l’unico in cui c’è equità, e addirittura le donne sono in maggioranza: 8 donne, 6 uomini. Se mi sono persa qualche donna in posizioni di potere fatemelo sapere, perché trovarle è davvero difficile…

Passiamo invece ora all’altra questione, quella anagrafica: Petrucci (FIP) 73 anni, Laguardia (FIP) 68, Abete (FIGC) 68, Tavecchio (ex FIGC) 75, Cattaneo (FIPAV) 71, Roda (FISI) 70, Giomi (FIDAL) 70, Tecchi (FDI) 69, Renato Di Rocco (FCI) 71, Barelli (FIN) 64. Per fortuna c’è la linea verde con Malagò (CONI) 59, Abbagnale (FIC) 59, Sibilia (LND) 59, Binaghi (FIT) 58, Gavazzi (FRI) 58 e Bianchi (LBA) 58.

Per piacere che nessuno si senta offeso quando scrivo che lo sport italiano è in mano ad una classe dirigenziale agè!

Mi fa arrabbiare vivere in un paese in cui le donne nello sport non vengono minimamente calcolate (per altro sono spesso le donne a dare le migliori soddisfazioni nelle manifestazioni internazionali, vedi le recenti Olimpiadi invernali), perché non credo proprio dipenda dal fatto che non ci siano donne competenti. Spesso sento dire che dipende dal fatto che sono proprio le donne a cui non interessa mettersi in gioco. Che è colpa nostra, perché non abbiamo voglia di metterci la faccia e di ricoprire certi ruoli. Ma non dipende invece dal fatto che culturalmente pensiamo che tutti i posti di potere debbano essere occupati da uomini?

Ecco, io confido molto nelle nuove generazioni, in quelle ragazze che oggi scelgono la disciplina che preferiscono senza farsi condizionare dagli stereotipi, che si sbucciano le ginocchia per recuperare un pallone, che mettono il cuore in ogni allenamento e fanno tanti sacrifici per lo sport che amano. Sicuramente loro capiranno, prima o poi, che non può essere una classe dirigente fatta da uomini vecchi a rappresentarle.

Chiudo con questa frase di Josefa Idem, una che di sport ne sa abbastanza avendo partecipato a ben 8 Olimpiadi: “Lo sport è maschilista ed estremamente conservatore. Lo è ormai più della politica, dove ci sono tentativi per svecchiare il sistema e favorire il ricambio generazionale ai vertici.” Buon sport a tutti!

PS: vi consiglio di leggere tutta l’interessante intervista della Idem qui: http://www.repubblica.it/sport/vari/2016/10/20/news/josefa_idem_lo_sport_italiano_e_piu_maschilista_della_politica_-150181474/