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Bisognerebbe chiamarla Lega Basket Femminile degli Uomini, avrebbe più senso, perchè di donne non ce ne sono.

Ieri sera, quando ho acceso la tv per vedere Gara 2 di finale scudetto, mi sono rammaricata molto: commentavano 3 uomini. Non discuto la competenza e bravura dei tre, dico solo che mi sembra ridicolo che uno sport femminile sia commentato esclusivamente da uomini.

In effetti però ultimamente qualche apertura alle donne c’è stata, ma si tratta sempre di ruoli marginali: al massimo ci lasciano commentare qualche partita o fare le bordocampiste, ma poi le decisioni le prendono sempre loro.

Giulia Cicchinè, giornalista spigliata e competente che dalla scorsa stagione ci eravamo abituati a vedere a bordocampo nelle dirette di Sportitalia, e a cui tutti ci eravamo ormai un po’ affezionati, è stata silurata ieri poco prima di Gara 2. Per mandarla a quel paese pare si sia scomodato addirittura il Presidente della Lega, infuriato per un articolo della Cicchinè apparso su Eurosport. A parte che l’articolo contiene delle inesattezze, è comunque un pezzo uscito su una testata nazionale che parla del nostro movimento femminile, cosa che non succede tutti i giorni (potete leggerlo qui). E questo si deve solo a Giulia, al suo amore smisurato per il basket e alla sua voglia di contribuire in qualche modo alla causa femminile. Sì, sembra incredibile, ma noi donne siamo così: anche se nessuno ci ringrazia o ci supporta, quando prendiamo a cuore una cosa le dedichiamo tempo, e ci spendiamo senza riserve. Il ringraziamento di Giulia è stato quello di essere sbattuta fuori dalla porta da un momento all’altro, perché? Pare perché abbia parlato di budget, cosa che in un ambiente “dilettantistico” non si può fare. Ma noi vogliamo essere professioniste, siete voi uomini che ci volete dilettanti! Ma questa è un’altra storia…

Oltre a non vedere donne in Tv, è la nostra totale assenza nei posti di potere la cosa più preoccupante; è così da sempre, pare che ormai ci siamo abituati e nessuno abbia la forza per cambiare le cose. Prima che in FIP o in altre Istituzioni, credo che le donne, le ex giocatrici, debbano essere presenti in Lega, perché è quest’ultima che gestisce il movimento nella quotidianità e negli aspetti più pratici, cose in cui le donne sono bravissime. Per quello proprio lì servirebbe l’esperienza, la competenza e l’entusiasmo di chi quel mondo lo conosce da sempre e che davvero vuole fare qualcosa per migliorarlo. Un briciolo di speranza ci arriva dalle recenti nomine di Raffaella Masciadri in Coni e Mara Invernizzi alla vicepresidenza FIP, resta da vedere però se veramente verrà data loro la possibilità anche di prendere delle decisioni, perché è questo che ci manca. Non vogliamo solo esserci, vogliamo contare davvero!

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