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Si dice che il basket sia uno sport per persone intelligenti, anche se la criticatissima affermazione di Miss Italia forse ha fatto ricredere qualcuno. Di fatto, già la pratica sportiva in sè migliora l’intelligenza: è stato provato scientificamente che fare sport stimola la produzione di irisina, un ormone che favorisce la salute di aree fondamentali del cervello per l’apprendimento, la memoria e il pensiero logico. Il basket poi, con tutte le sue innumerevoli possibilità e gli schemi a cui ogni giocatore deve adeguarsi con precisione e tempismo, stimola l’attenzione, la memoria fotografica, la capacità di leggere in brevissimo tempo situazioni reagendo di conseguenza.

Studiare e conseguire una laurea non significa per forza essere intelligenti, ma sicuramente significa essere persone curiose, desiderose di imparare, essere sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Nel nostro piccolo, di ragazze/donne eclettiche ne abbiamo molte: ne sa qualcosa il GEAS, società che da sempre si impegna oltre che nella ricerca dell’eccellenza sportiva anche nella formazione di  “persone”.

L’ultima bella notizia in casa GEAS è il conseguimento della laurea triennale in economia di Giulia Giorgi, ma non è la sola atleta rosso-nera con uno sguardo al suo futuro extra cestistico: Arturi ha già in tasca una laurea triennale in scienze della comunicazione e una specialistica in sociologia, Galli studia in Bocconi economia & management per arte, cultura e comunicazione, Barberis  fa lettere moderne, Rossi scienze e tecnologie alimentari, Kacerik scienze motorie e Gambarini osteopatia. E non dimentichiamoci di un’atra giocatrice storica come Mazzoleni, bocconiana impegnata in un semestre in Canada.

Essere un’atleta professionista (anche se in verità poi le donne professioniste non lo sono davvero!) comporta molti sacrifici: tanti allenamenti, pochi giorni liberi, trasferte, stanchezza fisica, stress, abitare lontano da casa ecc. Essere in grado, nonostante tutto ciò, di proseguire gli studi non è facile, sicuramente non è da tutti, ma molte cestiste ce la fanno, a differenza dei colleghi uomini.

Ci vuole determinazione, costanza, concentrazione e contemporaneamente anche la capacità di saper gestire più abilità nello stesso momento, tutte doti tipiche delle donne e che il basket sviluppa ulteriormente… Qualità che sono enormemente importanti anche nella vita di tutti i giorni. Credo che questo sia decisamente un ottimo motivo per cui tante ragazzine dovrebbero avvicinarsi al nostro sport, che vuole proporre come modello giocatrici preparate, acculturate e che hanno uno sguardo aperto non solo allo sport ma anche alla vita per intero.

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