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LA CLASSE NON È ACQUA

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Perdere lo scudetto per un canestro da tre di tabella e uno in entrata con doppio carpiato avvitato lascia sicuramente l’amaro in bocca, ma la classe non è acqua (quoto la maglietta indossata a fine partita da Laura Macchi).

“Classe” non è solo saper fare un cambio di mano tra le gambe senza guardare la palla, o avere una meccanica di tiro perfetta. Classe è anche restare calmi quando tutto sembra perso, classe è sapersi creare un tiro impossibile, classe è non fare il quinto fallo a 40 secondi dalla fine della partita più importante dell’anno (vedi Cinili e Walker).

Io questa bella finale l’ho vista solo per metà… Dopo ver lottato con l’Ipad che non si accendeva, Sky Go che non ne voleva sapere di partire su un altro dispositivo nonostante avessimo provato con le password di mezza Lombardia, abbiamo lasciato la cena nei piatti e ci siamo buttate in strada alla ricerca disperata di un bar con Sky. Cerca che ti cerca abbiamo trovato un Irish Pub con i tavoloni in legno, posto per altro in cui una come me a cui non piace la birra non avrebbe mai sognato di entrare.

“Ci fai vedere la finale scudetto di basket femminile? Ti prego, ti prego, ti prego…”

“Perché in Italia esiste il basket femminile?”

Ecco… Questa risposta avrebbe in una situazione normale scatenato l’inferno, ma la voglia di vedere la partita e il fatto che il barista fosse croato mi hanno convinta a lasciar perdere.

Così, finalmente, a 3 minuti dalla fine del secondo quarto è cominciata la mia Finale Scudetto, anche se senza audio… Migliola mi perdonerà?

Per quello che ho visto, avrebbe decisamente meritato di vincere Ragusa: solida in difesa e sicura in attacco, con Walker dominatrice dell’area e Cinili precisa da fuori. Il mio pronostico pre-partita era per Schio, ma minuto dopo minuto mi ero quasi convinta che Ragusa ce l’avrebbe fatta e stavo decretando Cinili MVP quando è cambiato tutto grazie alla tabellata di Honti che ha riaperto la partita.

Sul pari io non avevo dubbi: la vince Chicca! Detto, fatto.

Le giocatrici si dividono in due tipi: quelle che quando conta si nascondono e passano la palla, e quelle che invece la palla la vogliono, che vogliono la responsabilità di far vincere o perdere la propria squadra. E anche se poi l’ultimo tiro esce (perché nella carriera di una giocatrice sono più quelli che escono che quelli che entrano), fa niente, quella è classe ugualmente!

 

 

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