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Steve Nash si è ritirato!

Ok, l’abbiamo letta tutti la sua commovente lettera in cui shakera basket, vita e passione in un tutt’uno pieno di emozione, buttandoci la sua dedizione, il suo amore, il suo genio. A tutti noi è venuta voglia dopo averla letta, con le lacrime agli occhi, di infilarci le scarpe, prendere una palla consumata e andare ad allenarci da soli al campetto, un pò insomma come dopo aver visto “Million dollar baby” (…Cioè magari a voi, io conciata come sono, con le stampelle e un ematoma sul polpaccio, non me lo potrei comunque permettere!).

Steve Nash: il leggendario play canadese, terzo miglior assist-man di tutti i tempi, l’uomo dai 2 titoli MVP consecutivi (primo bianco dopo Larry Bird nel 1986), 8 All Star Game, 5 volte miglior passatore NBA.

Steve si ritira a 41 anni dopo alcune stagioni brutte e piene di infortuni ai Lakers, dove non ha più potuto illuminarci con i suoi numeri. Con lui se ne va, secondo me, l’ultimo dei playmaker puri, una razza che ormai non esiste più. Certo, segnava anche abbastanza, ma prima pensava a far girare la squadra e a servire i compagni con assist al bacio. Magrolino, bianco, atleticamente non un fenomeno ma una mente sopraffina… Come lui mi viene in mente solo un altro grande del passato: John Stockton.

Oggi i play NBA, e non solo, sono degli atleti formidabili (Westbrook) e segnano tantissimo (Curry), prima cercano di costruire un’azione individuale e poi se non ci riescono la passano. Sostanzialmente credo che oggi, con l’evoluzione del gioco, siano cambiati i ruoli e che sia forse più giusto parlare di “esterni” e di “lunghi”, piuttosto che di play, guardie, ali piccole ecc. Anche i pivot di un tempo alla Shaq non ci sono quasi più, ma ci sono invece lunghi dinamici che sanno tirare anche da fuori (e che tirano benissimo i liberi J).

E allora ecco la mia domanda per Steve, che sta sera alle 21.30 italiane, durante la conferenza stampa d’addio a Los Angeles, risponderà anche alle 10 domande più interessanti dei lettori della Gazzetta #askSteveNash Io ovviamente spero di vincere la sua canotta n°10 autografata… O forse la canotta dei Lakers di quest’anno porta un po’ sfiga? Sicuramente sarebbe stata meglio quella dei Phoenix Suns!

“Steve, come ti senti ad essere l’ultimo dei playmaker in un basket in cui non ci sono più ruoli così ben definiti?”