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Si è appena concluso un week-end di basket che gli appassionati ricorderanno a lungo. Prima di tutto sicuramente per la storica prima partita trasmessa sulla neonata Gazzetta TV, poi anche per la memorabile finale di Coppa Italia di calcio a 5 Pescara vs Asti (vince l’Asti) che quantomeno era più equilibrata rispetto al massacro dell’Olimpia ai danni di Reggio Emilia, che per il primo tempo non abbiamo potuto vedere, che  senza Diener e Cervi incassa un facile -50… Che freddo!

Sorvoliamo sul fatto che la Rai non sia capace di pianificare un palinsesto in modo che non si accavallino più eventi, la nota positiva è che ora tra Rai, Sky e Gazzetta TV (ma ci aggiungerei anche Sport Italia con la rubrica SI Basket) comincia ad esserci un bel po’ di basket in tv. Come sottolinea il Presidente della Lega Basket Marino, il basket è in crescita: palazzetti sempre pieni, sempre più spettatori tv, più abbonamenti venduti dalle Società ecc. Peccato però che per il femminile si stia facendo poco, ma questa è un’altra storia!

Tornando al basket giocato, la partenza lampo di Sassari contro Cantù ci ha spiazzati un po’ tutti, perché nonostante a bordo campo ci fossero ancora le bottiglie di Mirto vuote e i resti dei maialini della festa per la Coppa Italia, in campo i giocatori hanno fatto vedere di non volersi accontentare, di volersi prepotentemente candidare per la vittoria dello Scudetto, che ormai nessuno considera più di diritto (o per via del budget) già cucito sulle maglie rosse dell’Olimpia.

In campo, gli unici emozionati per la prima della Gazzetta sembravano i giocatori di Cantù, che veramente non ne azzeccavano una giusta, concludendo il primo quarto a soli 8 punti con ben 11 palle perse, roba da minibasket! La partita poi l’ho guardata con un occhio solo perché è stata di una noia mortale, se non per il commento tecnico di “highlander” Dan Peterson (che è stato lì a sorbirsi quella noia invece che andare “buttare la pasta” sicuramente solo per lo stipendio, e sappiamo tutti che lui ci è molto attaccato!). Su una cosa sono però assolutamente d’accordo con il mitico Dan: nessuno sa più fare l’arresto e tiro! Ma avete notato che ci sono tantissime entrate forzate, palle perse e sfondamenti? Perché oggi molti giocatori non hanno le qualità tecniche per fare un bell’arresto tiro dalla lunetta dopo aver battuto l’uomo, così si buttano dentro come dei kamikaze, come dice Dan, nella speranza di combinare qualcosa di buono… E la maggior parte delle volte gli va di culo perché con i fisici pazzeschi che hanno riescono a rimediare un fallo o a inchiodare una schiacciata.

In alternativa ci becchiamo le mitragliate da 3, che per amor di dio ci vogliono ottime doti balistiche, ma il talento vero è altro, vedi il jumper vellutato della vittoria di Brooks contro Avellino in Coppa Italia. Lasciamo però stare i lituani, loro sono una storia a parte: Kleiza, pur non avendo più i piedi, e pur segnando solo quando non conta (Milano ormai era già a più “milioni” di punti) ha messo un facile 3/3 da 2 e 8/10 da 3 nella partita di domenica vs Reggio. Il loro gioco rispecchia la pianura del loro Paese, secondo il fantasioso coach Stefano Michelini (immagino che voglia dire che giocano con la tranquillità di chi sa che le cose non mutano: come la pianura, come la loro capacità di segnare da fuori… Ma attendo conferme!)

Comunque, per fortuna poi ci ha pensato Formenti (Formenti!) nell’ultimo quarto a fare un bell’ arresto tiro dallo spigolo della lunetta, così almeno sabato sono andata a letto felice. Ma d’altronde sono proprio gli italiani, o quelli che non hanno fisici alla Lebron James, ad avere maggior bisogno di tecnica, e le donne (non dimentichiamoci le donne!). E’ quando non sai fare il campo in 3” come Dyson, o non ti puoi permettere di saltare in testa al tuo difensore come Shane Lawal che devi avere un ottimo ball-handling, che devi sapere sfruttare i blocchi, avere una meccanica di tiro molto veloce e un’intelligenza di gioco sopraffina.