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Io adoro lo sport. Tutto, non solo il basket.

Fin da quando ero piccola, grazie alla passione trasmessa da mio papà, gioco a basket, scio, gioco a tennis, beach-volley, bicicletta, alpinismo, equitazione, sub, calcio, ping pong… Qualsiasi cosa va bene.

E poi c’è anche tutta la menata dei valori. Quante volte l’abbiamo sentita? Io ci sono cresciuta: lo sport insegna e trasmette valori universali, lo sport è una scuola di vita che insegna a lottare per ottenere un traguardo, che ci insegna ad essere leali, che ci insegna il sacrificio, il rispetto verso compagni e avversari e bla bla bla.

Ora, a 37 anni, dopo una vita sui campi da basket, dopo una vita passata a spendere parole sull’importanza di fare sport, specialmente per le donne, mi domando se tutto questo valga ancora oggi, o non sia ormai tutto diventato solo una grande presa per il culo!

La Federcalcio Internazionale (FIFA) è decapitata con Blatt e Platini che rischiano di essere radiati per 8 anni per aver venduto i Mondiali del 2018 e 2022 a Qatar e Russia. Ma come ti viene in mente di vendere i Mondiali al Qatar dove ci sono 50 gradi all’ombra e bisogna giocare a mezzanotte? Ovvio che qualcuno poi si insospettisce. E poi, onestamente, non è che sono io che mi metto in tasca 2 milioni di franchi e mi cambia la vita, parliamo di Platini, uno che a soldi penso sia messo benino. Vai davvero a sputtanarti così?

Tangenti, corruzione, soldi, vittorie, scommesse… E questa volta non è solo il nostro calcetto italiano. Che poi ho recentemente visto Gervasoni (ex calciatore del Bari) su Italia 1 che raccontava il perché ed il per come si è venduto una dozzina di partite e si è beccato 7 anni di squalifica. Ma cazzo, io emigrerei alle Antille, mi sotterrerei in una cava di sabbia, diventerei la donna invisibile dopo una cosa del genere, altro che andare in tv a farmi vedere da tutta Italia. Ma noi siamo la patria in cui Schettino pubblica un libro e gira a pavoneggiarsi per salotti!

Comunque non si tratta solo di calcio e solo di Italia. Senza aprire il vaso di pandora del ciclismo, io sono ancora shockata per Armstrong che per me era un mito assoluto e indossavo orgogliosa il suo braccialetto be strong, ecco che sbuca anche l’atletica leggera. Non parlo solo di due cretini che decidono di doparsi per ottenere qualche vittoria e molto denaro, gli scandali di doping nell’atletica non sono nulla di nuovo, ma di tutta una Federazione che organizza, dopa, imbroglia. Parlo della Russia che è accusata di doping di stato e ora ha anche il coraggio di lamentarsi perché la vogliono estromettere dalle Olimpiadi di Rio. La cosa grave è che pare che anche la Federazione internazionale di atletica, la Iaaf, avrebbe chiuso un occhio in tante occasioni.

Non voglio passare per moralista o perbenista. Il mondo è governato dalla legge della domanda e dell’offerta e quindi è ovvio che il calcio sia diventato più che uno sport un vero e proprio business, visto i soldi che ci girano. Però credo che ci debba essere un limite.

L’unica consolazione, per ora, è che ci sono ancora sport puliti e con valori saldi, come il rugby e per fortuna anche il basket (dita incrociate tutti!!!!). Mi auguro che nel 2016 lo sport possa trovare una dimensione più umana e che davvero la gente, o almeno gli atleti, ritrovino l’amore per quello che fanno. Io se una mia compagna si vende un partita, pure di Serie B, la ammazzo di botte!