Blog

Alla fine ha vinto il Real. Melli forse è stato spinto, forse no, Doncic si è riempito la cameretta di premi, Datome ha un altro anno per farsi crescere capelli e barba. Ma tutto questo lo sapete già, non sapete però com’è vivere una Final Four da VIP. Sì, perché Eurosport (con cui ho collaborato per l’Eurolega di Milano) mi ha inaspettatamente omaggiata con due biglietti VIP, e quindi io e mio papà ce la siamo goduta alla grande questo week-end a Belgrado.

Intanto per i VIP c’è il private shuttle che ti porta al palazzetto, ma noi questo l’abbiamo scoperto a fine evento dopo aver scarpinato un bel pò… Poi, c’è ovviamente un accesso separato, niente coda ai gate, ma tappeto rosso. Il bello però arriva ora: le hostess ti accolgono con gentilezza e mentre ti indicano la password per il wifi (che ovviamente non funziona perché c’è troppa gente) ti mettono al polso un braccialettino di plastica colorato. Avete presente quelli da Villaggio Vacanze All Inclusive? Ecco, proprio quello! Perché una volta dentro nella Vip Village sembra davvero di essere in un Villaggio Vacanze a 4 stelle: buffet stracolmi di cibo, open bar, dj set, camerieri che girano col finger food, area lounge con i divanetti di design, maxischermi collegati al capo. Mica male, se non fosse che mi sono promessa che in questi 4 giorni di sport avrei fatto un mini detox alcolico… I posti per vedere le partite, neanche a dirlo, sono fantastici: fronte panchine, centrali, vicini al campo. Peccato per l’invasata lituana che mi stava dietro che mi ha fischiato nell’orecchio per due giorni.

In quanto VIP, poi, siamo invitati anche all’Award Ceremony e Gala Dinner del sabato sera nell’esclusivo Serbia Palace, un palazzo del governo in cui hanno sede molto ministeri e in cui normalmente i comuni mortali non hanno accesso. Visto che di cose da VIP non me ne intendo molto, e il Gala Dinner proprio non me lo aspettavo, in valigia non ho niente di adatto da mettermi e nemmeno il set da trucco. Ma mio papà mi tranquillizza: “E’ una roba di sport, e poi i serbi non sanno nemmeno cos è l’eleganza!” Mi faccio convincere.

Già al metal detector, peró, capisco di aver fatto una cazzata non avendo previsto niente di elegante nel mio borsone Jordan. Lo schieramento di hostess in tubino nero e sorriso a 42 denti mi squadra: jeans, giacca di pelle e Air Max 90 grigio/rosso scarlatto. Comincio a dubitare di me stessa. Mentre salgo lo scalone imperiale con la moquette rossa le ultime certezze vengono frantumate. C’è la luce soffusa. I camerieri in livrea che girano con i vassoi. C’è il quartetto di archi di fighe che nemmeno le Bond Girls. C’è Šved in smoking e mocassini lucidi. C’è Bertomeu con i gemelli luccicanti. C’è Scariolo con su tutto il gel della Serbia. Ci sono telecamere e macchine fotografiche ovunque. C’è la creme de la creme del basket europeo in versione elegante… E le donne tutte in abito da sera e tacco 10, come minimo!

Prima cerco di confondermi con la parete in maiolica, ma visto che non funziona mi metto vicino alle uniche due donne che scovo incredibilmente senza tacco (per me comunque Air Max batte ballerina nera 10-0!). Niente. Vedo alcuni preti ortodossi con tunica e copricapo, medito di stordirne uno e rubargli la veste: troppo complicato. Farmi prestare una macchina fotografica e fingermi dei media? Impossibile. Rimane solo da giocarmi la carta open bar, ma resisto ancora. Poi finalmente arriva il momento di accomodarsi nella sala per la cerimonia, sono salva!

Ecco i premiati (elegantissimi) della serata: Magic Moment/Jan Vessely; Miglior giovane/Luka Doncic; Miglior realizzatore/Aleksej Šved; Miglior difensore/Carl Hines; MVP/Luka Doncic.

Miglior quintetto: Nick Calathes, Nando De Colo, Luka Doncic, Tornike Shengelia, Jan Veselý.

0 Comments
510 Views