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CIAO POZ

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Il Poz è uno che si strappa la camicia come Hulk, uno che esulta per 2pt in campionato come se fosse la finale di Eurolega, uno che piange in conferenza stampa! Nel bene o nel male va preso così… Al naturale!

Ho letto che tanti lo paragonano a Inzaghi, ma io non la penso così! Il Poz prima di arrivare a Varese ha fatto vedere a Capo d’Orlando che sa allenare, conquistandosi la serie A. Quest’anno è andata male, i numeri parlano chiaro: 13 sconfitte in 19 partite (7 su 9 in casa, record negativo del club), ma per me non è proprio solo colpa sua e quindi non la vedrei come una bocciatura. Sicuramente era troppo coinvolto emotivamente per essere sempre lucido, ma ha anche avuto sfiga, perché in una squadra così mediocre se ci togli per infortunio Kangur e Diawara, non resta in fin dei conti moltissimo. Poi c’è stata anche la girandola dei giocatori (gli addii di Robinson e Daniel e l’arrivo di un Maynor sotto tono), le tensioni con Vescovi, il caso Willie Deane (che avrebbe dovuto essere il salvatore della patria ma che invece non avrebbe mail legato con il Poz tanto da volersene andare), la sconfitta in amichevole contro Casale Monferrato. Insomma, la situazione gli è sfuggita palesemente di mano, sicuramente anche per via della poca esperienza, tanto che ora Varese si trova in una posizione di classifica davvero preoccupante.

Ci sono state le contestazioni dei tifosi al General Manager Cecco Vescovi e al Direttore Sportivo Simone Giofrè, culminate proprio con le dimissioni del GM. Contestazioni ridicole, secondo me: Simone Giofrè è uno che il suo lavoro lo sa fare molto bene, un profondo conoscitore della pallacanestro e del mercato internazionale, un pazzo che va a scoutizzare giocatori nella D-League a gennaio; Vescovi è semplicemente una bandiera! Con le sue 21 stagioni in maglia bianco/rossa (Scudetto 1998-1999) il “capitano” è, insieme proprio al Poz, uno dei simboli di Varese. Credo che un po’ di riconoscenza gli sarebbe stata dovuta, anche perché una stagione storta non dovrebbe far dimenticare tutto il resto. Non se la ricorda davvero nessuno l’incredibile stagione di due anni fa in cui un’inaspettata Varese ha vinto la regular season, conquistato la finale di Coppa Italia e perso solo dopo una lunga battaglia (4-3) la semifinale play-off contro Siena (che poi ha vinto lo scudetto)?

Bhe, le dimissione di Vescovi sono state la causa di quelle di Pozzecco! E non perché il Poz fosse un uomo di Vescovi… Tutt’altro, sono tra l’altro due persone agli antipodi: uno schivo, a cui non piacciono le luci della ribalta, l’altro che vive e si nutre di quelle luci, un animale da palcoscenico. Secondo me è stata una scelta di pancia del Poz, che da persona generosa ed emotiva qual è, non ha voluto far ricadere tutta la colpa sulle spalle del GM. Avrebbe potuto benissimo far finta di niente e finire il campionato, ma con questo gesto eccessivo ha voluto urlare “Hey, cavolo, non prendetevela solo con lui, è anche colpa mia!” Insomma, un tipico atteggiamento da “Mosca Atomica”, a cui eravamo abituati quando era giocatore: sempre in mezzo alla mischia, sempre dalla parte dei compagni!

Ma c’era davvero bisogno di tutto questo casino proprio in un momento così delicato di classifica? Non era forse meglio tenere duro fino in fondo, per poi ricostruire la prossima stagione? Ora Varese è in piena bufera, e la colpa è dei tifosi!

“Da qui non mi manderanno mai via” aveva detto Pozzecco ad inizio stagione: “sarò io ad andarmene se dovessi rendermi conto di essere fuori posto” . Detto, fatto!

Varese ha fatto sapere che il Poz rimarrà comunque in Società con un ruolo da definire, ma io proprio non me lo vedo a fare un lavoro di back office: lui è uno da prima linea, uno che ci mette la faccia… staremo a vedere. Certo è che il nostro basket ha bisogno dell’entusiasmo e dell’energia di personaggi come lui, perderlo così è un duro colpo da mandare giù!