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Non è che se sei forte, vincente e famoso hai sempre ragione su tutto, alcune volte anche i grandi fanno o dicono stupidaggini!

Diana Taurasi è sicuramente una delle giocatrici più dominanti dell’ultimo decennio, forse la più forte di sempre. Una che ha vinto qualche giorno fa di nuovo l’Eurolega con Ekaterimburg e di nuovo il titolo di MVP (tra l’altro in Russia guadagna 1,5 milioni di dollari a stagione. Poi ci domandiamo come mai le Italiane non vincono in Europa… Ma questa è un’altra storia)!

Lei a ‘sto giro ha fatto una grande gaffe, rispondendo alla richiesta dell’altra superstar americana Elena Delle Donne di abbassare il canestro con un poco felice “Allora rimettiamoci la gonna e torniamo dietro ai fornelli!”.

Ora, non è che io prenda le difese di Delle Donne perché essendo bionda sto dalla parte delle bionde per partito preso, però credo fortemente che l’abbassamento del canestro possa dare una marcia in più al basket femminile. Non solo schiacciate, ma anche lay-up più facili e percentuali di tiro più alte: più spettacolo insomma.

Certo, il basket femminile è bello anche così, perché è un gioco che sopperisce alla minor fisicità con più tecnica e tattica. Certo, Steph Curry sta mostrando al mondo che non c’è bisogno di schiacciare per essere un fenomeno e incantare… Ma signori, non siamo tutti né Steph Curry né Diana Taurasi né tantomeno Elena Delle Donne. Venite a vedere in serie B femminile la gente come tira da 3 o i canestri che molte giocatrici si mangiano da sotto. Troppo facile dire che le donne non hanno bisogno di adeguamenti quando sei nel miglior quintetto del decennio e sei 183cm di muscoli e talento.

Qui non si tratta di traguardi da conquistare, qui si tratta di adeguamenti giusti che già esistono nella maggior parte degli sport femminili.

Nessuno dice a Serena Williams che è una sfigata che non ha le palle di lottare ad armi pari con gli uomini perché gioca al meglio dei 3 set invece che al meglio dei 5. Nessuno sberleffa le pallavoliste perché giocano con la rete più bassa o le atlete perché saltano ostacoli più bassi. Ma perché allora Diana Taurasi deve mettersi di traverso quando Elena Delle Donne chiede una cosa giusta e sacrosanta (che per altro anche io sostengo col mio documentario)?

La parità di genere nello sport a mio avviso non si conquista volendo a tutti i costi emulare gli uomini, ma pretendendo mezzi adeguati e rispetto. Cara Diana, la richiesta di Elena Delle Donne non ci fa tornare indietro, ma ci proietta in avanti!

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