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CHI MI HA TIRATO UN SASSO?

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Mi sono strappata. Stagione finita… ciao!

Ieri sera abbiamo fatto amichevole contro Broni, mi stavo divertendo e stavo giocando bene. Poi ad un certo punto, durante un tranquillo palleggio in guardia per cambiare di lato alla palla, qualcuno mi ha tirato un sasso nel polpaccio destro. Ho preso la palla in mano, mi sono girata e ho chiesto “Cosa succede?”. In una frazione di secondo mi sono accorta che non c’erano sassi in giro e tutti mi guardavano come fossi matta; poi ho appoggiato nuovamente il piede per terra e mi sono accorta dalla fitta di dolore che forse non c’entravano niente i sassi, ma che avevo un problema al polpaccio.

Ecco, io non ho mai avuto un problema muscolare nella mia vita, e quindi non avevo idea di cosa si trattasse. Se vogliamo parlare di crociati, tendini tibiali, scavigliate, metacarpi ok… sono un’esperta. Ma muscoli proprio no! Anche perché onestamente non è che sono proprio un’atleta super muscolosa!

Comunque, appena mi hanno portata in panchina, tutti scuotevano la testa e dicevano: “Ti sei strappata!”. Ma per me non voleva veramente dire niente! Menomale esiste internet:

“Lo strappo muscolare si caratterizza per la rottura delle fibre che costituiscono un muscolo. Si tratta dell’incidente più grave, dopo contrattura e stiramento. Si possono definire tre gradi di gravità del trauma. Il primo stadio è quello più lieve, poiché coinvolge il 10% delle fibre muscolari. Lo step successivo è quello di media o alta intensità, con la rottura dal 50 al 90% delle fibre muscolari, dolore estremamente elevato, e manifestazione di edema. L’ultimo stadio è quello più grave, con il distaccamento totale del muscolo. Questa condizione può anche richiedere un intervento chirurgico.”

Oggi, dopo l’ecografia, il medico mi ha confermato che si tratta di uno strappo, anche se è troppo presto per stabilirne la gravità. Sostanzialmente tra 10 giorni dovrò tornare a fare una risonanza, ma intanto mi sparo 20 simpatici giorni di stampelle. A sentire il medico ci vorranno 2 mesi per tornare a camminare bene e almeno 3 mesi (se si tratta di uno strappo non troppo grave) per tornare a giocare. Se fosse invece uno strappo grosso anche 4-5 mesi… Ma io da brava ottimista non voglio pensare a questa eventualità.

Insomma, per me la stagione è finita! A parte l’incazzatura di non poter più giocare ora, il mio dilemma è: “Cosa fare l’anno prossimo?” La mia intenzione era quella di smettere, visto che vado per i 37, ma mi pare brutto appendere le scarpe al chiodo senza neppure finire la stagione, terminare con un infortunio. Boh… Avrò parecchi mesi per poterci riflettere e per prendere una decisione.

Menomale oggi è anche il compleanno della mitica Bea, che mi ha portata in ospedale per l’eco (Beatrice Rotelli: alias “the Specialist”, la mia assistente speciale, responsabile dell’organizzazione She Got Game, aspirante team-manager Sanga e grande amica) e almeno ci siamo fatte un super pranzo a base di sushi e vino, che fa sempre bene!

Auguri “nonna”, ti regalo un polpaccio strappato!