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CHI È PIÙ FORTE?

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Ho letto più volte, in questo periodo, che la nostra Nazionale impegnata ad Eurobasket 2015 è considerata quella più forte di sempre, quella con più talento. Incuriosita, mi sono messa a cercare i video della Nazionale Campione d’Europa 1999 sul web, per potermi fare un’ idea e capire se davvero il gruppo di oggi è più forte.

Io quell’Europeo del 1999 me lo ricordo molto bene.

4 Bonora, 5 Basile, 6 Galanda, 7 Fucka 8 Marconato, 9 De Pol, 10 Myers, 11 Meneghin, 12 Abbio, 13 Mian, 14 Chiagic, 15 Damiao, All. Tanjevic.

Mi ricordo che mi ero indignata, come tutti quanti, quando Tanjevic ha lasciato a casa la “mosca atomica” Pozzecco. Mi ricordo l’MVP Fucka pallido e brutto, ma comunque immarcabile. Mi ricordo che Meneghin faceva sembrare facili i numeri più incredibili. Mi ricordo di essermi ritrovata ad amare “picchio” Abbio, che di solito odiavo perché Virtussino. Mi ricordo Myers che festeggia con il pallone sotto la maglia a fine partita, e di aver gioito per lui che così aveva anche sconfitto la nomea di perdente. Mi ricordo pure di Marcelo Damiao, ma più che altro perché ci si incontrava a ballare al giovedì sera al Soul to Soul di Milano.

Erano forti e ci hanno fatto sognare, ma è una pallacanestro che non esiste più.

Il basket si è trasformato, come è successo a tutti gli sport, diventando molto più fisico e spettacolare. Quello era un basket in cui a 1,30 min dalla fine sul +7 i commentatori della Rai davano la partita già vinta. Un basket in cui uno come Galanda, un 2,10 che tira da 3, era considerato un giocatore atipico. Un basket dai punteggi bassi, ancora con i 30 secondi e la linea da 3 “vicina”, in cui ti potevi permettere di prendere la mira prima di tirare e palleggiare con serenità. Un basket giocato da giocatori esili che preferivano appoggiare al vetro invece che inchiodare la schiacciata. Un basket in cui Carlon Myers, atleta eccezionale per il tempo, era considerato “Speedy Gonzales”… Dixon e Schröder allora cosa sono?

Era un basket troppo diverso per fare paragoni. Non dobbiamo cercare le differenze nella “quantità di talento” messo in campo, ma nella capacità di prendere questo talento individuale e trasformalo in squadra. Il gruppo del 1999 ci è riuscito, quello di oggi per ora solo a sprazzi… Ora godiamoci quest’avventura!

Il mio idolo assoluto però resta Carlton, che mentre viene giù il mondo dopo la vittoria con la Spagna – Vitali quasi in lacrime, la Ellisse che non ce la fa a parlare perché non riesce a smettere di sorridere, noi da casa tutti con l’adrenalina a palla che vogliamo solo correre al campetto di notte per provare a rifare il 7/8 da 3 di Belinelli o lo “step back di Gallinari” – lui commenta rilassato. Una parola ogni mezzora, tono neutro, quasi sottovoce, beato e tranquillo come se non fosse successo niente, come se stesse commentando una partita di boccette. Ma d’altronde è lui quello che nel ’99 ha fatto 7/8 ai liberi negli ultimi minuti della finale regalandoci la vittoria. Chapeau!

A questo link potete rivedere tutta la finale del ’99 contro la Spagna!

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