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ARRIVEDERCI ITALIA

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Io quelli che giocano all’estero li considero dei fighi veri!

Lasciamo stare gli NBA, perché l’NBA è il sogno di qualsiasi giocatore e gli ingaggi sono talmente elevati che basta un anno lì e ti sistemi per il resto della vita: Belinelli 19 milioni di dollari per 3 anni e Gallinari? Va bhe sono talmente tanti i 34 milioni di dollari che prenderà dai Nuggests che potrebbe comprarsi tutto il basket femminile italiano per i prossimi 25 anni!

Tornando tra gli umani, se umani si possono chiamare campioni di questo livello, per me Hackett e Datome hanno fatto delle ottime scelte nel firmare con Olympiacos e Fenerbahce, top club veri, nei quali saranno protagonisti in Europa e non comprimari come sarebbero stati oltre oceano.

Datome si sa che è uno in gamba, di Hackett dopo le mattate tra Nazionale e Finale Scudetto avevo forti dubbi, ma questa volta non posso che dirgli “bravo” per la sua scelta (ma poi qualcuno mi spiegherà dove una Grecia in ginocchio trova tutti questi soldi per lo sport!).

Non è facile lasciare un ambiente che si conosce, dove si sa di essere leader e fare un salto nel buio. Prendete il calcio: super Totti non ha mai lasciato la Roma anche se avrebbe avuto possibilità di guadagnare valanghe di soldi e vincere all’estero; il Pallone d’oro Shevchenko, che nel Milan era un dio in terra e una macchina da gol, invece è finito quasi nell’anonimato in Inghilterra quando ha osato cambiare!

Cambiare non è facile, ci vogliono le palle per mettersi in discussione.. e poi, ovvio, è anche un’esperienza di vita incredibile, soprattutto se non sono (solo) i soldi la ragione della scelta.

Io ho giocato una stagione e mezza all’estero, in Inghilterra. Ci ero andata per studiare, non per giocare, e anche se l’Inghilterra non è la patria del basket la stagione con le Coca Cola Rhondda Rebels è stata intensa e ricca di emozioni, con una bella partecipazione alla Fiba Cup (avversaria di Reyer e Faenza) ed uno Scudetto in una squadra con straniere di spessore che poi hanno ben figurato sia in Italia che con le loro nazionali, ed una anche in WNBA!

Rimpiango di non aver dato retta a mio papà quando a 18 anni insisteva per farmi fare un’esperienza in un College USA, ma allora a me interessava solo il nostro campionato, le finali giovanili e la Nazionale. Per questo considero la scelta del reggiano Federico Mussini intelligentissima (andrà a St.John’s ) e quella del gioiellino Cecilia Zandalasini poco azzeccata. Mi perdoneranno gli amici di Schio, ma per un prospetto come lei ci sarebbe comunque stato tanto tempo per la Serie A e l’Eurolega in futuro, mentre gli States sarebbero stati non solo una crescita cestistica ma anche personale.

Io li considero dei fighi quelli che vanno a giocare all’estero, per poi tornare da noi con più esperienza, ancor di più se sono donne: da Zara a Wabara, passando per Bestagno e Cinili fino ad arrivare a Ilaria Zanoni, che è stata riconfermata per la prossima stagione nell’Udominate in Svezia! Grande Iaia, continua così!

 

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