Blog

80 VOGLIA DI BASKET

By ,   No tags

“Le ragazzine di oggi sono viziate e non hanno voglia di sacrificarsi. Ai nostri tempi invece giocavamo con le ciabatte cucite a mano ed eravamo fortissime. Il basket per noi non era un hobby, era il modo per far qualcosa di importante”.

Nidia Pausich liquida così l’argomento, quando le chiedo qual è secondo lei la causa della crisi del basket italiano femminile di oggi, polemizzando anche un po’ con le nuove leve. Però poi si commuove mostrandoci un ciondolo regalatole dalle sue giocatrici e si intenerisce abbracciando due gemelline che hanno appena cominciato a giocare.

Nidia Pausich, la “signora dei canestri”, campionessa degli anni ‘50/’60 (8 scudetti vinti, 1 Mondiale e 6 Campionati Europei giocati, 136 presenze in Nazionale, dal 2008 nella Italia Basket Hall of Fame) viene descritta da molti come una cattivissima, una che in campo faceva sempre il culo alle compagne, una a cui piaceva combattere… Insomma, una vera stronza!

Certo, per noi è difficile immaginare un basket in bianco e nero, giocato spesso all’aperto con scarpe di tela, con un pubblico di uomini in completo e cappello, col tabellone manuale. Un basket molto diverso dal nostro, lontano, ma giocato con la stessa passione e lo stesso amore, anzi, forse molto di più. Perché allora sfondare nello sport, per una donna, voleva dire anche emanciparsi in una società molto più maschilista di quella di oggi. E forse anche per Nidia, che ha compiuto da qualche giorno 80 anni, questo basket di oggi, così veloce e fisico, fatto di scarpe fosforescenti e selfie, di highlights sui telefonini e tiri da 3 a raffica (il tiro da 3 è stato introdotto solo nel 1984!) è nuovo e lontano.

A me non è sembrata la cattiva che tutti hanno descritto, ma una simpatica signora piena di energia (che tra l’altro mostra molti anni in meno), che ci ha subito invitate per un prosecco a fine intervista. Tra una chiacchiera e l’altra poi ci ha anche invitate alla sua festa di compleanno la sera. Tanti ex dirigenti, ex presidenti, e soprattutto tante ex giocatrici: da un’altra grandissima campionessa come Luciana Montelatici, passando per Cristina Bertolazzi per arrivare a tutta la squadra di Treviso classe 61-62… Insomma un po’ di capelli bianchi in giro, ma nonostante la differenza di età ci è voluto poco per sentirmi a mio agio, come sempre mi succede quando sono in mezzo a persone che hanno la mia stessa grande passione per il basket.

“Mi dedicherò al basket e ai miei ragazzi fino che avrò vita” .

Me ne vado dopo l’ennesimo brindisi con questa frase di Nidia nelle orecchie, sicurissima che come lei, anche io a 80 anni sarò ancora contagiata da questa passione!