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Ieri sera a fine allenamento una mia compagna se n’è uscita con un: “Adesso vado a casa e mi faccio una bella bistecca per recuperare le forze”!

Gli atleti, si sa, hanno un aumentato fabbisogno di proteine, perché gli aminoacidi giocano un ruolo fondamentale nella costituzione, nel mantenimento e nella riparazione dei muscoli, ma uccidersi di carne non è la soluzione!

La carne rossa fa malissimo e gli insaccati ancora peggio, non lo dico io, ma fior di studi e luminari della medicina, come ad esempio l’oncologo Umberto Veronesi, che dice da anni che: “La carne è dannosa e non serve a niente, perchè in natura si trovano tutte le proteine possibili ed immaginabili, tutte le vitamine, tutti i sali minerali”.

Premesso che io non sono vegetariana, che adoro una bella fiorentina o un piatto di salumi piacentini con lo gnocco fritto, cerco comunque di limitare al massimo il consumo di questi alimenti per ragioni etiche, ambientali, ma soprattutto per ragioni salutistiche.

Ma andiamo con ordine: ci hanno fatto credere che il nostro corpo ha bisogno di carne per stare bene, che abbiamo bisogno di tante proteine, di tanto ferro, di tanto calcio. Ci hanno raccontato la favola del latte che fa crescere le ossa. Ci hanno detto che per prevenire l’osteoporosi bisogna bere latte e mangiare formaggio… Ma tutte queste idee con cui siamo cresciuti ormai sono superate.

L’uomo non nasce carnivoro! Non lo è anatomicamente: non ha artigli, non mastica verticalmente come i carnivori ma mastica lateralmente, non ha denti per uccidere una gazzella, non ha l’intestino corto come il leone ma possiede un apparato intestinale lungo come gli erbivori.

Quando mangiamo la carne affatichiamo fegato e reni, rendendo tutto il nostro metabolismo più complesso. Anche il sistema immunitario è costretto a fare gli straordinari a causa di tutti i veleni che gli arrivano come l’acido urico e l’adrenalina animale. Gli alimenti animali sono difficili da digerire e appesantiscono non solo fisicamente ma anche energeticamente, perché la digestione è il processo che consuma più energia del corpo.

I cibi di origine animale contengono, oltre alle proteine, anche molte altre sostanze tra cui i grassi saturi e ferro del gruppo eme, che stimolano l’aumento di colesterolo, i livelli di insulina nel sangue e l’infiammazione del tratto intestinale, aumentando il rischio di certe patologie. Tuttavia gli epidemiologi concordano sul fatto che gli individui che seguono diete ricche di proteine animali, soprattutto carni rosse e lavorate, hanno un maggior rischio di sviluppare patologie come diabete, infarto, problemi cardiovascolari, obesità e cancro (soprattutto tumori del colon-retto, che nei Paesi industrializzati, dove il consumo di carni rosse è molto diffuso, è il terzo tumore più frequente e la terza causa di morte per malattie oncologiche.)

Nel 2015 lInternational Agency for Research on Cancer (IARC) ha definito la carne rossa come probabilmente cancerogena (classe 2A IARC) e la carne rossa lavorata (insaccati e salumi) come sicuramente cancerogena (classe 1 IARC).

Per quel che riguarda le carni bianche non esistono studi sufficientemente attendibili, ma sono probabilmente più sicure. C’è però il problema delle sostanze che vengono somministrate agli animali, che possono essere presenti come residui nelle carni che acquistiamo.

Il pollo è di sicuro l’animale più soggetto a somministrazione di farmaci, a causa del grande affollamento degli allevamenti: gli antiobiotici, usati per prevenire le malattie, gli anabolizzanti e il cortisone, vietati in Europa ma usati in USA per aumentare la massa degli animali, i beta-agonisti o beta-stimolanti, che stimolano la crescita muscolare.

Ma la carne, oltre a fare male a noi, è economicamente inefficiente e danneggia l’ambiente: per produrre una bistecca è necessario impegnare enormi distese di terreno, alimentare lungamente bovini, consumare acqua ed energia, utilizzare una serie di risorse che potrebbero essere più proficuamente impiegate altrimenti. Gli allevamenti intensivi di bovini, inoltre, producono emissioni di gas nocivi.

Con questo pezzo non sto cercando di farvi diventare vegetariani. Il mio intento è quello di condividere con voi alcune informazioni che ho appreso negli ultimi anni, visto che mi sono documentata molto e ho di conseguenza sostanzialmente modificato il mio modo di mangiare. Ci sarebbe tantissimo altro da scrivere, se a qualcuno interessa approfondire consiglio un libro molto ben fatto di qualche anno fa di Jonathan Safran Foer: “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali ?”

Le proteine della carne possono essere sostituite con alimenti alternativi, a base di leguminose e cereali. Seguire una dieta vegetariana è possibile, ma troppo spesso sono il palato e le nostre abitudini a non essere pronte alla sostituzione della carne nella dieta!

Senza arrivare necessariamente a scelte drastiche, penso che ci siano margini per una ragionevole riduzione, che possono portare anche ad un miglioraramento delle prestazioni sportive!

Perciò amici, preparatevi, la prossima grigliata sarà a base di verdure e pesce (a questo non riesco ancora a rinunciare!).

Silvia cibo